Cos’è Viaggiaimpara | Contatti
catalogoelementarimediesuperiorigenitoriinsegnantipartnerVai al sito di Trenitalia

Ragazzi si parte!
Prima di partire
In viaggio
Diario di viaggio
Viaggia & scopri
Guida eventi
Anteprima
Promozioni & Eventi
Prima di partire
Marco e Martina

Il treno partito da Venezia quando era ancora buio, era annunciato dal suono della campanella. Marco, come tutte le mattine, si trovava in attesa sul marciapiede del secondo binario, in direzione Verona, in compagnia dei soliti noti. La stazione di Caldiero era una piccola stazioncina del veronese, situata sulla sinistra del lungo viale adiacente la linea ferroviaria Milano - Venezia. La stazione, come anche ovviamente il paesino limitrofo, erano spesso avvolti, in autunno inoltrato ed inverno, da una fitta coltre di nebbia. Marco, come anche gli altri viaggiatori abituali, sentivano il rumore del treno in arrivo, ma faticavano a scorgerne gli occhi luminosi dei suoi fari, inghiottito com'era, il treno in arrivo, dalla nebbia. Una nebbia fitta, densa, bianco latte, sembrava condurli sopra e dentro le nuvole, sembrava avvolgerli in un fumo implacabile. Ed invece era solo nebbia, impalpabile ed inodore, una sensazione forte, triste o romantica, meravigliosa o da fuggire a seconda dello stato d'animo dei viaggiatori in attesa. Ma Marco, anche quel giorno era contento della nebbia e soprattutto del suo contenuto, del treno in arrivo che gli portava Martina. Martina, il suo grande amore dai capelli corti e gli occhi verdi, di un anno più piccola di lui, frequentante la 2a A del rinomato, antico, liceo classico di Verona.
Marco, anche lui studente della stessa sezione A, della 3a classe del medesimo liceo, si era innamorato di Martina durante la gita scolastica effettuata l'anno precedente a Roma, nel mese di Aprile. Nel lungo viaggio in treno da Verona a Roma, Marco passò dalla fase di qualche sorriso fugace a quella della conoscenza, riuscendo finalmente ad entrare in confidenza con quella ragazza un po' misteriosa, arrivata nel liceo solo ad inizio anno, timida e silenziosa, ma con due occhi verdi ed un sorriso da sballo. Il treno e Roma furono galeotti, e da lì nacque la tenera storia d'amore di Marco e Martina.

Martina, madre siciliana e papà trentino, era arrivata in Veneto nel luglio precedente, con la sua famiglia, a seguito del trasferimento del padre, per motivi di lavoro, da una grande banca di Milano ( la città ove Martina era nata e dove aveva sempre vissuto) ad una consociata banca di Verona.
Non avevano trovato casa in città, e avevano deciso di vivere in una bella casetta con un piccolo giardino (ideale anche per il barboncino a loro seguito nominato Cocco) nei pressi di San Bonifacio, un bel paese del veronese in direzione Vicenza. E proprio a San Bonifacio Martina prendeva tutti i giorni , alle 7,15, il treno che in una quarantina di minuti la conduceva a Verona, dove, in breve tempo raggiungeva il liceo. Lo stesso treno che, abbiamo visto all'inizio della storia, la portava, procedendo nella nebbia, verso Marco (lei lo aspettava, come ogni giorno, nella seconda carrozza), per fare insieme il restante viaggio e raggiungere Verona e da lì, sempre insieme, la scuola.

Non era trascorso molto tempo dalle loro magiche vacanze romane, da quei giorni incantati di turismo e conoscenza, di passeggiate nelle vie della città eterna e di dolcissimi momenti d'amore.
Roma poi era perfetta nel suo ruolo. Attraente il giusto, caotica ma anche romantica, stancante ma appassionata, una città dove è ancora possibile, guardando i sanpietrini 1 all'appia antica, sentirli risuonare al passaggio dei carri lanciati di corsa; una città dove, osservando il tramonto con lo sfondo del Circo Massimo, ci si può emozionare fortemente, al ritmo di quel passato che è impossibile dimenticare; Roma, dove con la fantasia ed il ricordo, è possibile, ancora oggi, immaginare Anitona 2, uscire dal Fontanone3, mentre Federico4 e Marcello5 la guardano affascinati.

Marco e Martina vissero quella gita fantastica con l'emozione di un amore nascente, con le mille cose da dirsi e raccontarsi, con il milione di cose da sognare e immaginare per il futuro. Il loro futuro, avvolto tra la nebbia e il sogno, con un treno per partire e la vita intera per accoglierli.

E il treno nella nebbia arrivò in città; prima si fermò nella stazione di Porta Vescovo, infine in quella di Porta Nuova.
I ragazzi scesero insieme, camminando mano nella mano, e proprio come due innamorati, si avviarono verso la scuola.
E fu proprio allora che, sovrapponendosi alla nebbia, uscì allo scoperto il sole, vivido e splendente più che mai; accarezzò teneramente i due ragazzi, e li condusse, con il suo largo sorriso, verso il nuovo, meraviglioso, giorno.


Note
1 Così vengono definiti a Roma i blocchetti di porfido utilizzati anticamente per la costruzione di manti stradali.
2 La celebre attrice svedese Anita Ekberg che fece il bagno nella Fontana di Trevi nel film La dolce Vita (1960).
3 Si tratta appunto della settecentesca Fontana di Trevi, progettata da Nicolò Salvi e ultimata da Giuseppe Pannini, alla cui realizzazione aveva partecipato in passato anche il famoso Gian Lorenzo Bernini. Inutile sottolineare che la Fontana di Trevi è una delle fontane più famose al mondo, visitata ogni anno da un numero considerevole di turisti.
4 Il regista del film, Federico Fellini. Il regista è considerato uno dei più importanti nella storia della cinematografia mondiale.
5 L'attore Marcello Mastroianni, che ha fornito, nel film in questione, un'interpretazione indimenticabile.