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Le Isole Eolie - Lipari
La terza tappa del nostro giro per le Eolie ci conduce a Lipari, il capoluogo dell'arcipelago, che è anche l'isola più grande delle 7 isole Eolie. Lipari, da un punto di vista amministrativo, estende la propria influenza su tutte le altre isole eolie, ad eccezione di Salina, che è amministrata in maniera autonoma. L'antica Meligunis (dal greco mélos "dolce"), sin dal periodo neolitico, ha ospitato consistenti insediamenti umani, attratti dall'ossidiana, il materiale da taglio più efficiente ed utile all'uomo, noto già dalla preistoria, presente in maniera abbondante nell'isola, e anche della pomice, estratta abbondantemente dalle cave presenti. In particolare il commercio dell'ossidiana e successivamente anche di ceramiche, iniziato già nel 1500 a.C., è stato sempre molto attivo, ed ha contribuito non poco all'evoluzione dell'isola.
I centri più importanti dell'isola sono Lipari, Canneto, Acqua calda, Quattrocchi e Quattropani. Lipari, in particolare, è la vera e propria "capitale" delle isole Eolie, ed è, soprattutto d'estate, molto vivace. A Lipari si può comprare di tutto, e sovente è possibile incontrarvi anche gli abitanti delle altre isole eolie che effettuano acquisti mirati, e poi, in giornata, tornano a casa. Gli spostamenti sono resi possibili, dai traghetti e aliscafi delle compagnie di navigazione Siremar, Snav e Ustica Line. Una delle attrazioni principali di Lipari, è l'acropoli, chiamata il Castello, dove sono stati trovati molteplici reperti archeologici, che partendo dalle popolazioni neolitiche, si estendono anche all'epoca dei metalli, all'età del bronzo e all'età ellenistica. Nelle adiacenze interessanti da visitare sono la Chiesa di Santa Caterina, la Chiesa cinquecentesca dell'Addolorata e la Cattedrale intitolata a San Bartolo.
Ma non vi è dubbio, omettendo di parlare del mare, bello e limpido, come dappertutto nelle Eolie, che uno dei motivi che spinge il turista a Lipari consiste nella visita del museo e del parco archeologico. Nel museo vi sono esposti corredi funerari, cippi, vasi, steli tombali e sarcofagi in pietra che testimoniano, nel corso dei secoli, l'evoluzione del culto dei morti. Il periodo preso in esame va dal neolitico a quello greco romano, ampliato da sezioni dedicate all'archeologia marina ed alla vulcanologia. Nel parco archeologico sono stati ricostruiti numerosi sarcofagi del IV - II sec.A.C., nonché numerose tombe greco - romane ritrovate nella necropoli di Contrada Diana .Tale necropoli, sovrapposta ad un insediamento preistorico, che arriva sino al neolitico superiore, ci ricorda l'importante fase culturale denominata appunto "Cultura di Diana".
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