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Le Isole Eolie - Filicudi
Penultima tappa di questo nostro giro per le isole Eolie; questa volta la meta è Filicudi, l'antica Phoenicusa (che significa ricca di felci), dall'estensione di 9,7 km. quadrati. L'isola è di natura impervia e selvaggia, ricca di vegetazione (vi è anche una caratteristica palma nana) ed è, da un punto di vista paesaggistico, una delle più belle dell'arcipelago eoliano. I principali centri abitati dell'isola sono: Porto, Pecorini mare ( che è anche l'altro porto dell'isola situato dalla parte opposta di quello principale) e Val di Chiesa. Importanti resti di un villaggio preistorico sono stati rinvenuti sul promontorio di Capo Graziano, databili dal 1700 al 1300 A.C. Molto interessante è, al riguardo, la visita del museo eoliano di Filicudi, dove si possono ammirare reperti che vanno dall'età del bronzo alla tarda età imperiale, oltre a svariate anfore greco - italiche, puniche e romane, ma anche strumenti più moderni della tradizione pastorale e contadina dell'isola.
Ma a prescindere dal fascino del passato, non vi è dubbio che la bellezza di Filicudi può essere colta anche nelle meraviglie paesaggistiche dell'isola, come la Grotta del Bue Marino, il faraglione "La canna", gli "isolotti dell'elefante", di Montenessari e lo Scoglio della fortuna. E' possibile, al riguardo, ammirare tali bellezze da vicino effettuando un giro in barca dell'isola, proposto da qualche imbarcazione locale. Assolutamente da non perdere, è poi il tramonto osservato da Stimpignato, dove il sole si tuffa nel mare incantato, nella sublime poesia del silenzio in natura, rotto solo, a tratti, dal richiamo dei gabbiani in volo planato sulle ripide scogliere sottostanti.Per quanto riguarda ancora la natura, ed in particolare gli animali, si sottolinea che a Filicudi esiste una popolosa colonia di conigli selvatici ed anche alcune capre selvatiche che vivono in libertà su territori particolarmente impervi e scoscesi.
A Filicudi, la storia non è diversa da quella delle altre isole Eolie, con una popolazione ridotta ( in inverno) a circa 250 unità, che d'estate cresce, per arrivare a 3000 persone circa. Anche a Filicudi, l'emigrazione verso l'Australia di inizio novecento, ha reso l'isola scarsamente popolata, poi l'arrivo della corrente elettrica, avvenuto nel 1986, ha progressivamente migliorato le condizioni di vita degli isolani, e attirato un numero sempre crescente di turisti, spinti dalla bellezza della natura e confortati dall'arrivo di qualche comodità, assente prima dell'arrivo della corrente. E così da un agricoltura portata avanti con fatica, anche tramite notevoli opere di terrazzamento, si è passati ad un turismo sempre più qualificato e importante. Comunque i capperi ed i fichi, prodotti agricoli dell'isola, restano sempre di eccellente qualità. Salutiamo ora Filicudi, tuffandoci nel mare delle "Punte", dove già ammiriamo la vicina Alicudi, che sarà l'ultima meta del nostro viaggio eoliano.
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