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Visitare OrvietoVisitare Orvieto

Facilmente raggiungibile in treno sia da Roma (in 50 minuti), che da Firenze (in un'ora e mezza), Orvieto merita davvero una visita. Città fondata dagli Etruschi deve il suo nome Orvieto alle parole latine "Urbs vetus" (città vecchia).

Oggi il centro della città è la piazza della Repubblica, dove si trova il Palazzo Comunale (di origine medievale e rifatto nel '500) e la chiesa di S. Andrea, con a lato la torre dodecagonale. La silenziosa Piazza del Duomo accoglie uno dei capolavori più belli di arte gotica italiana, il Duomo di Orvieto, che si dice sia stato eretto su disegno di Arnolfo di Cambio e completato dal Maitani.

Sulla stessa piazza è il Palazzo Soliani che ospita il Museo dell'Opera del Duomo con opere di Simone Martini, Andrea Pisano e della scuola del Maitani. Sulla Piazza del Popolo vi prospetta il grandioso Palazzo del Popolo eretto in forme romanico - gotiche.

Meritevole di visita è anche per gli appassionati di storia dell'arte è la Chiesa di S. Domenico che ospita il Monumento al cardinale Guglielmo de Braye, morto nel 1282, opera del celebre Arnolfo di Cambio. Nel 1263 a Bolsena avvenne il miracolo dell'Eucarestia. Fra le mani di un sacerdote boemo, incredulo della presenza di Cristo nell'Ostia consacrata, questa stilò sangue che cadde sui lini liturgici. Questi lini furono portati a papa Urbano IV che si era rifugiato ad Orvieto per timore degli assalti di Manfredi di Sicilia. In seguito al miracolo il papa, nel 1264, promulgò la bolla che istituiva la festa del Corpus Domini e il popolo di Orvieto decretò la costruzione di una nuova cattedrale in sostituzione della vecchia, pericolante, per custodire i lini sacri intrisi del sangue di Cristo.

Nel 1290, perciò, papa Nicola IV pose la tradizionale prima pietra. I lavori durarono circa tre secoli e oggi il Duomo di Orvieto, isolato in mezzo alla piazza, elevato su una platea di sette gradini bianchi e rossi, è uno dei capolavori dell'arte italiana. L'adozione degli archi a tutto sesto all'interno, il parato bicromo all'esterno lo rendono molto simile al Duomo di Siena; per le piccole cappelle absidiformi, e di stile classicizzante, testimoniano una ricercata somiglianza con la Basilica romana di Santa Maria Maggiore. Tra gli affreschi, celebre nella navata destra la Madonna affrescata da Gentile da Fabriano.

Per gli amanti dell'archeologia, dopo la visita al Duomo di Orvieto, di fronte si consiglia la visita al più recente Museo Claudio Faina, che vanta la presenza al suo interno di una delle maggiori raccolte archeologiche italiane, opera di raccolta dai conti Mauro ed Eugenio Faina tra gli anni Sessanta e Ottanta dell'Ottocento, con oltre tremila monete, reperti preistorici e protostorici, buccheri, vasi etruschi, bronzi. Per importanza storica ed anche per bellezza propria, da non perdere è la serie dei vasi attici a figure rosse e nere, attribuiti ad alcuni tra i maggiori ceramografi di Atene. Il Museo Archeologico offre ai suoi visitatori reperti etruschi, greci e romani, nonché altomedievali, utili per la ricostruzione della storia cittadina.

Tradizionale ad Orvieto è la visita al Pozzo di San Patrizio, su commessa di papa Clemente VII, rifugiatosi ad Orvieto nel 1527, ad Antonio da Sangallo il Giovane per consentire alla popolazione un bacino d'acqua alla città in caso d'assedio. La costruzione è di forma cilindrica e presenta due porte, una di fronte all'altra da cui si accede a due scale a spirale, che contano 248 gradini e che sono illuminate da ben 70 finestre. Il pozzo porta il nome di San Patrizio perché simile alla profonda buca dove S. Patrizio si ritirava in penitenza a pregare.

Oggi è possibile anche la visita guidata alla Orvieto ipogea, le cui cavità, nel corso di tremila anni, si accavallano si intersecano al di sotto dell'odierna città. Ad attendere il visitatore un susseguirsi di cunicoli, scale, inattesi e per questo affascinanti passaggi.