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Poldo 4, l'incontro
Poldo aveva finalmente visto da vicino il mare. Vi si era immerso a più riprese, nuotando contento per poi crogiolarsi al sole.
Faceva una bella vita, e il senso di immensità che avvertiva guardando il mare lo rendeva sempre più felice.
Dopo un po' di tempo però Poldo si rese conto che il mare era sì immenso e bellissimo, ma sicuramente, da qualche parte, avrebbe avuto fine, e così come esisteva la terra che lo aveva condotto lì, altrove, oltre il mare, vi era un'altra terra, che lo aspettava, e lui, allora, l'avrebbe presto raggiunta.
Poldo aveva sentito, forte e intenso, il desiderio del viaggio, la voglia di conoscere altri luoghi ed altri amici, insomma la voglia di avventurarsi nel mondo.
Come mettere in pratica questo desiderio era però un bel problema.
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Poldo vedeva gli uccelli splendere nel cielo, nelle nuvole e oltre le nuvole. Si chiamavano tra loro o procedevano in silenzio, comunque sfrecciando in alto con i movimenti armoniosi e con l'incedere magnifico.
Ma Poldo non sapeva volare.
Guardava poi il mare dove pesci dai mille colori guizzavano verso le profondità più grandi, velocissimi e liberi. Alcuni facevano dei salti a galla, altri fendevano l'acqua immobile come lame magiche. Altri ancora si spostavano in gruppo verso gli abissi più profondi, per andare in fondo, verso chissà dove.
Ma Poldo non sapeva andare sottacqua.
Un bel giorno però la soluzione del problema si presentò a lui, senza preavviso, con semplicità, anzi lo raggiunse.
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Poldo stava facendo un bel sonnellino, quando da lontano sentì degli strani suoni, divenire sempre più forti e vicini.
Sembravano, sembravano quasi dei gorgoglii, ora acuti, ora più sommessi.
Erano voci, e appartenevano agli umani, quegli strani esseri che pare abitassero anche loro il mondo animale.
Poldo non li aveva mai visti, ma ne aveva sentito parlare da alcuni amici animali. Le storie erano controverse e i pareri contrastanti, pareva proprio che quegli uomini lì non fossero tutti uguali, e le differenze tra loro, in quella strana specie, erano molto accentuate. Secondo la maggior parte degli animali gli uomini erano molto cattivi, violenti, rumorosi, e poi tagliavano gli alberi e addirittura spesso uccidevano gli animali, anche per divertimento. Secondo altri invece erano buoni, aiutavano la natura, coltivavano frutta e verdura per tutti, e spesso erano gentili con loro, li accarezzavano e gli davano addirittura da mangiare.
Poldo non sapeva dare un giudizio, sino ad ora non li aveva mai incontrati, quindi, non poteva parlarne, né bene, né male.
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Ma il gran momento era finalmente arrivato, stava proprio per incontrarli, ed infatti una cosa dalla forma buffa, detta barca che lasciava una scia puzzolente, si era ormai avvicinata alla riva, ed alcuni di quegli strani umani scesero a terra.
Poldo per precauzione, rimase nascosto, per capire, prima di mostrarsi, le reali intenzioni dei visitatori.
Ma questi non sembravano proprio cattivi, anzi, tenendosi per mano, procedevano due a due, cantando allegre canzoncine, seguendo una donna molto bella, più grande di loro, che spiegava agli altri, chiamati "bambini", molte cose sulla natura di quel posto e degli animali che lo popolavano. L'umana bella, che i bambini chiamavano "Maestra", sembrava molto tranquilla e paziente, non faceva paura affatto.
Aveva lunghi capelli biondi, occhi azzurri del colore del mare, il volto simpatico ed una voce allegra. I bambini intorno a lei, vivaci e chiassosi come tutti i cuccioli del mondo animale, le facevano domande infinite, ed erano contenti di ciò che sentivano e vedevano, contenti di vivere una giornata diversa e di apprendere tante cose importanti sulla natura, e su quel mondo diverso.
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Poldo non ebbe più dubbi, vinse ogni remota paura ed uscì fuori dal suo nascondiglio andando incontro ai graditi ospiti.
Ed in effetti l'incontro andò benissimo, tutto il gruppo lo accolse con affetto e simpatia. I bambini in particolare avevano gli occhi pieni di gioia, molti lo accarezzavano e gli offrivano biscotti e merendine, altri lo guardavano un poco intimiditi ma con una grande voglia di avvicinarsi.
La maestra poi, indicandolo più volte, spiegò ai ragazzi chi era Poldo, fornendo loro le notizie sulla sua specie e sulle abitudini dei canguri.
Poldo rimase ad ascoltarla interessatissimo, mentre i bambini proseguivano a coccolarlo.
Ma la giornata volgeva al termine, il gruppo doveva ritornare da dove era venuto, a casa, molti genitori aspettavano i figli per sentire i loro racconti sulla giornata trascorsa.
La barca accese i motori, e Poldo sentì nuovamente l'odore non proprio buonissimo della nafta.
Ma rumore e odore poco importavano; Poldo aveva incontrato nuovi amici e decise di non perderli.
Prese le sue poche cose e decise di seguirli, salendo a bordo della barca.
Per Poldo si chiudeva una stagione della propria vita, ed un'altra, tutta da scoprire aveva inizio. Salutò la sua terra e la cara spiaggia; nascose subito un paio di lacrime furtive con un ampio sorriso. Guardò il mare immenso cercando di vedere la sua nuova terra, ma questa era ancora lontana, e si vedeva solo mare. Nessun problema, tra poco l'avrebbe vista, perché per lui il domani era già oggi.
Il viaggio di Poldo era iniziato, e presto, molto presto...
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