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Scopri le avventure di Poldo, un cangurino simpatico e curioso, giramondo come te! E poi... come continua la storia? Inventa insieme ai tuoi compagni altre avventure incredibili con Poldo e se ti senti un piccolo artista, disegna il nostro simpatico e saltellante eroe!
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Il marsupio di mamma cangura era il posto più bello e più comodo della terra. Da lì era bello vedere il mondo che scorreva veloce, con tutte le meraviglie dei colori, tra gli odori più intensi ricchi di fragrante bontà. Certo era un mondo un po'saltellante, qualche volta girava la testa, però bastava abituarsi e ci si divertiva un mondo. Poldo era contento così e sperava di mantenere il suo posto nel marsupio per il maggior tempo possibile, mamma cangura permettendo. Proprio questo era il problema: mamma era sempre buona e affettuosa, non gli faceva mancare nulla, però non perdeva occasione per ricordargli che lui ormai era diventato grande e un po'pesantino, per cui era ora di trovarsi un'altra casa, magari una bella grotta accogliente e non troppo lontana.

Era tempo per Poldo, dopo 10 mesi dalla nascita, di iniziare le esperienze al di fuori del morbido marsupio materno. Ma Poldo non si decideva: aveva latte, foglie, frutta, affetto. Se era stanco di camminare, quando rientrava nel marsupio si riposava alla grande, poteva anche dormire mentre la mamma lo portava in un altro campo, sotto alberi diversi o in nuove grotte, a vedere altri paesaggi e respirare altri profumi, senza fatica, cullato dalle onde di sabbia del deserto. Poi vivendo così nel marsupio non aveva problemi né correva pericoli di vita: i suoi predatori, le aquile e i serpenti non osavano avvicinarsi all'imponente mamma cangura, e Poldo dormiva sonni tranquilli.
Ma un giorno, dopo la passeggiatina di 10 minuti che faceva tutti i giorni per digerire la colazione, avvenne un fatto veramente insolito: mamma cangura era scomparsa. Non si trovava da nessuna parte, Poldo la chiamò insistentemente, saltellando di qua e di là, ma senza risultato. Di lei nessuna traccia, volatilizzata. Poldo si mise a piangere disperato, ma il tempo passava e non accadeva nulla, anzi si era fatto tardi e Poldo alla fine si addormentò, sotto un albero di frutti profumati, sulla terra morbida, al chiarore delle stelle. Sognò posti bellissimi, foglie morbide giganti e bacche tenere ed odorose, e mentre sognava era sempre più felice, cullato serenamente...
"Poldo, ti vuoi svegliare - disse mamma cangura - è ora di muoversi, dobbiamo partire. È mezzora che ti chiamo, ma non mi ascolti. Cerca di non mangiare così tanto, perché poi ti addormenti a lungo e sogni, chissà che sogno strano hai fatto!" Poldo aprì gli occhi, e nel caldo del marsupio materno si rese conto di avere solo sognato. Non era successo nulla, mamma cangura non l'aveva lasciato, era ancora lì, dolce e affettuosa come sempre, pronta a portarlo in giro per un nuovo viaggio. Allora Poldo ci pensò un pochino e contento della nuova situazione, uscì dal marsupio, prese mamma cangura per mano e le disse: "Mamma, vieni con me, oggi ti porto a spasso io!"
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