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LA CARROZZA FERROVIARIA
Tu - tun ,tu - tun, tu - tun, tu - tun .....
Quante ore, quante notti passate ad essere cullati da quel rumore, magico, fastidioso, ipnotico, ripetitivo, bellissimo.
La carrozza aveva il velluto verde, la sua vicina addirittura quello rosso.
E poi quella meravigliosa luce notturna di colore viola, sembrava una lucciola che sfidava i neri campi di una notte senza luna, riflettendo appena contorni indefiniti.
Tu - tun ,tu - tun, tu - tun, tu - tun .....
La magia di quel tempo passato, persa tra ricordi antichi e una vita quasi consumata, sogno o immagine reale, una freccia veloce verso la destinazione.
Milioni di chilometri ha percorso la vecchia carrozza, a spasso per un Italia che stava cambiando, anch'essa verso una destinazione ancora da scoprire.
Ma ha vissuto, vissuto forte, migliaia di vite protese verso un futuro che è già passato, intrecciate tra loro e già confuse, sbiadite nel ricordo o dimenticate nel nulla, ma ieri fortemente vive, anche se spesso per pochi minuti od ore, intensi al massimo, come il treno che si avvicinava al ponte, e sotto vi scorreva il fiume, e quei destini si incrociavano per un attimo, ma il fiume e il treno avevano direzioni diverse, difficile che si siano mai rincontrate.
La carrozza ora giace abbandonata nel vecchio capannone, ferma per sempre o comunque morta, nemmeno i topi scalano più i bei divani verdi e rossi.
La porta dello scomparto non scorre più, ma i mille ricordi degli uomini che vi sono entrati proseguono a scorrere verso l'esterno.
Un fiume interminabile di sensazioni andate, vissute forte, si materializzano nell'aria circostante, un interminabile valzer di colori e suoni, voci di esseri dimenticati dalla vita oppure dimentichi della vita, divise consunte di un passato che non torna: - biglietti prego ..
E due mani che si intrecciano, delle labbra che si cercano, e poi la voglia di arrivare, l'emozione di rivedere, il desiderio di raccontare.
Quante storie umane, immense e piccole, comunque vissute con la grandezza e la miseria proprie degli uomini, verso la stazione d'arrivo, della quale, passando il treno così veloce, non si riesce nemmeno a leggere il nome.
Tu - tun ,tu - tun, tu - tun, tu - tun .....
Il treno poi raggiunge la galleria, sospesa tra i due monti e il lago, che non finisce mai, angoscia fino al piccolo bagliore che annuncia che la luce in fondo sta per rinascere.
Ma anche il buio è andato, poi si annuncia il sole e la carrozza con la magia più grande torna a rivivere, a sfrecciare sul suo letto d'amore di binari appena nati, lucidi e splendenti, con le persone nuove, i colori e i profumi di questa sbocciata primavera.
Tu - tun ,tu - tun, tu - tun, tu - tun .....
Il velluto è nuovo, la porta scorre, il segnale è verde, l'unico colore, e il treno non si potrà più fermare, come il fiume dei ricordi e il gesto di quella mano che saluta davanti all'antico passaggio a livello , perché tutti finalmente abbiamo imparato a correre verso la giusta destinazione, verso la vita.
Tu - tun ,tu - tun, tu - tun, tu - tun .....
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