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Sulle orme degli Spinola
Foto viaggio
Un viaggio alla scoperta delle grandi famiglie genovesi

Destinatari
I destinatari di questa entusiasmante “avventura” sono gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori che saranno accompagnati attraverso i diversi percorsi da studenti dell’I.T.C.S. “C. Rosselli”, del Liceo Classico “C. Colombo” e dell’Istituto Comprensivo della Valle Stura.

Percorsi:
Arte e monumenti: conoscenza della storia, capacità di presentazione, comunicazione, animazione
Natura e ambiente: Parco regionale del Beigua (conoscenza del territorio)
Sapori profumi colori: guida alle attività artigianali

Sistemazione: Per gruppi di max. 12 persone presso Convitto Naz. C. Colombo, Via Bellucci 4
Per gruppi superiori presso Ostello della Gioventù, Via Costanzi, 120
Foto viaggio
Primo Itinerario
Durata 5 giorni

1° Giorno con gli studenti dell’ ITCS C. Rosselli:
Mattina: Attraverso Piazza Banchi, così definita dai “Banchieri” cambiavalute che fino al XIII sec. tenevano i loro banchi sotto le logge delle case medievali. Qui sorgeva la Loggia dei mercanti o Loggia dei Banchieri divenuta più tardi Borsa Valori e inseguito prima Borsa Merci.
Visita al Museo Spinola di Pellicceria che conserva il suo aspetto di dimora nobiliare offrendo la possibilità di rivivere l’atmosfera di una residenza sei/settecentesca. Sono ancora presenti gli arredi: mobili, tendaggi, porcellane, argenti e una prestigiosa quadreria con opere di Bernardo Strozzi, Luca Cambiaso, Rubens, Van Dyck, Antonello da Messina. (prezzi 2 €)
Pomeriggio: Visita alla Chiesa di San Luca –Duomo di San Lorenzo – Chiesa del Gesù e all’ Acquario
Chiesa di San Luca ( Famiglia Spinola) Fatta costruire fra il 1188 e il 1189 da Oberto Spinola. L’attuale chiesa è l’esito di una trasformazione effettuata a partire dal 1626, con la demolizione di gran parte della precedente struttura. Nel XVII sec, infatti la famiglia Spinola chiamò architetti e pittori per riedificare la chiesa altomedievale. All’interno dipinto della Natività del Grechetto. (ingresso libero)
Acquario di Genova: il più grande d’Europa alla scoperta della biodiversità tra foche, delfini, pinguini, squali, pesci di tutte le forme e colori che faranno scoprire il mondo marino.
Foto viaggio 2° Giorno con gli studenti dell’ITCS “C. Rosselli”
Mattina: CARIGE: raccolta numismatica (il Genovino)
La via aurea – i palazzi di “Strada Nuova”
Breve visita a Palazzo Rosso e Stanza d’oro all’interno della Camera di commercio – Palazzo Carrega-Cataldi Pomeriggio: Breve rappresentazione teatrale di studenti dell’ITCS “C. Rosselli” sui traffici e la banca. Gli studenti del Liceo Classico Colombo coadiuvati da quelli dell’ITCS “C. Rosselli realizzano un album fotografico con didascalie a mezzo Power Point

III ° Giorno con gli studenti dell’ITCS “C.Rosselli”
Mattina: A Sestri Ponente visita alla Fincantieri dove venne costruito il transatlantico REX, l’Andrea Doria (che affondò davanti al porto di New York nel 1956) e le gemelle Raffaello e Michelangelo.
Visita a Palazzo Fieschi sede del Comune di Sestri Ponente illustrazione del Palazzo ad opera degli studenti del Rosselli in costume d’epoca.
Pomeriggio con gli studenti del Rosselli visita alle Coltivazioni del basilico – serata dedicata alla degustazione delle specialità liguri .
Foto viaggio
4° Giorno
Mattina: gruppo misto: gli studenti del Rosselli e gli alunni dell’IC della Valle Stura: visita al Museo della Filigrana e ad un laboratorio (una realtà artigianale) - visita al Castello (la realtà feudale e l’oltregiogo. (breve rappresentazione teatrale, in costume d’epoca, da parte degli studenti) (per le classi delle scuole medie inferiori)
(per le classi di scuole medie superiori) Leggo il “Sole 24 Ore”le monete, i cambi Pomeriggio gli studenti del Rosselli scoprono e sfidano gli ospiti in una partita a bocce nel campo di Rossiglione sotto la guida di un docente istruttore.

5° Giorno
Mattina: gli studenti del Rosselli accompagnano gli ospiti alla scoperta della Badia cistercense di Tiglieto (1120) – intervista in lingua francese a Padre Pascal -
Pomeriggio visita al Parco naturalistico della valle – la fauna – la flora – il corso del fiume – il ponte romano.

Referenti:

I.T.C.S. “C. ROSSELLI”
protocollo@itcrosselli.it
Via Giotto, 10 - 16153 - GENOVA
Tel. 0106512235

Docente referente:
TUTINO MARIA ROSA
mariarosa.tutino@istruzione.it
Cell. 3473664862

Referente IRRE:
PARODI MAURIZIO
parodi@irre.liguria.it
Tel. 0108466311
Cell. 3398218727
Foto viaggio Finalità generali e Obiettivi

L’ITCS “Carlo Rosselli ha aderito con entusiasmo al Progetto del Ministero Sulle orme di…per diversi fattori:

- Coerenza con le esperienze già in atto (alternanza Scuola-Lavoro -ARIOS Comenius 1 )
- Relazionalità con il territorio ( rapporti di interazione collaborativi e partecipativi con Municipio – Prog. EURETE – Provincia Celebrazione Giornata delle Memoria)
- Asse culturale didattico collegato al tipo di scuola (far conoscere gli usi e i costumi- l’artigianato ed i sapori tradizionali –valorizzare il territorio- esaltare gli aspetti paesaggistici e naturalistici – Badia di Tiglieto – Parca Regionale del Beigua – Valle Stura)
- Prospettive di ampliamento in linea con il pregresso
- Possibilità di costituire un più stretto collegamento tra i propri diversi indirizzi ( IGEA : contabilità – capacità di organizzazione – MERCURIO: informatica applicata e analisi dei problemi – ERICA Lingue e arte) attraverso una rete più ampia che diviene fattore unificante (lavorare in rete per tenere vivi i rapporti tra Comune di Genova e di Sestri Ponente - Istituto Comprensivo Valle Stura – Comunità Montana)
- Stipula di convenzione con la Comunità Montana Valle Stura e con la Cooperativa Guide Parco Regionale del Beigua
- Inserimento del Progetto nel Piano dell’Offerta Formativa. Negli a. s. 2005/06 e 2006/07 L’Istituto Alberghiero di Potenza ha aderito al Progetto venendo in visita con due classi ed esprimendo con lettera del Dirigente Scolastico e del Docente accompagnatore grande soddisfazione per il periodo trascorso a Genova.

Il progetto è stato realizzato anche grazie alla collaborazione delle famiglie di alcuni studenti che con modalità diverse hanno contribuito alla realizzazione ottimale della visita. (Degustazione della farinata- piatto tipico della cucina ligure- Visita alle coltivazioni del Basilico in serra –con omaggio pesto alla genovese – Offerta da parte del Corteo Storico Sestrese dei Costumi d’epoca per le rappresentazioni teatrali relative agli Spinola – Lezioni gratuite relative al gioco delle bocce)
Relativamente alla Visita alla Badia di Tiglieto è stato realizzato un questionario relativo al GRADO DI GRADIMENTO per valutare: organizzazione degli spostamenti –il percorso naturalistico – organizzazione del gioco delle bocce – intervento degli studenti presso la badia – conoscenze storico-artistiche). Il percorso che si snoda in parte a Genova – Via Aurea – in parte nel Ponente Ligure e nella Valle Stura è dovuto ad una scelta quasi obbligata per far sì che le scuole ospiti potessero comprendere meglio il fascino della Superba e delle sue nobili famiglie che segnarono un’epoca di splendore e ricchezza per Genova.

APPROFONDIMENTI
Foto viaggio
Via Garibaldi, originariamente Strada Maggiore (poi Strada Nuova) è una delle principali strade di Genova e una delle maggiori dell’intero centro storico sotto l’aspetto architettonico per l’impatto magnificente dei suoi palazzi, alcuni dei quali dovuti all’estro dell’architetto Galeazzo Alessi.
Fino all’Ottocento era conosciuta con il nome di Via Aurea. Madame de Staël le attribuì il nome di Rue des Rois, la Via dei Re.
La via fu edificata nella seconda metà del XVI secolo – quello che passerà alla storia come El siglo de los Genoveses , il secolo dei Genovesi – per volere dell’aristocrazia locale, che intendeva in tal modo avvicinare maggiormente al mare il proprio quartiere residenziale, rispetto alle zone collinari in cui era situato fino ad allora. La progettazione e realizzazione della maggior parte dei suoi edifici si protrasse per circa quarant’anni, fino al 1588.
Una planimetria con la rappresentazione prospettica dei suoi sfarzosi ed eleganti edifici fu realizzata da Rubens.
Palazzo Pallavicini Cambiaso (sede del Banco di Napoli) - Palazzo Pantaleo Spinola (sede del Banco di Chiavari) – Palazzo Carrega Cataldi (sede della Camera di Commercio) – Palazzo Doria da non confondersi con il Palazzo del Principe, fu edificato nel 1563 per Andrea Spinola. Palazzo Spinola eretto nella seconda metà del ‘500, oggi sede della Banca d’America e d’Italia –Palazzo Doria Tursi – le gallerie di Palazzo Bianco e di Palazzo Rosso.
Le istituzioni creditizie a Genova hanno sempre avuto largo spazio, la città aveva inventato la Banca già nel Medioevo. Alla fine del XII secolo i primi mercanti-banchieri cominciarono a praticare l’attività di “cambiatori manuali di monete” alla quale affiancarono ben presto il commercio di metalli preziosi, l’emissione e negoziazione di assegni, la girata di cambiali e le assicurazioni. Essi si riunivano in Piazza Banchi nei pressi della Cattedrale di San Lorenzo, nelle vicinanze di Palazzo San Giorgio. Alcuni di loro, i banchieri “de tappeto”, autorizzati a compiere operazioni finanziarie per conto del Comune, avevano il diritto di ricoprire il proprio banco con un drappo. Sempre a Genova, dove la Zecca inizia ad operare nel 1189, viene coniata, verso la seconda metà del XII secolo, la prima moneta d’oro, il Genovino, che precede il fiorino di Firenze e lo zecchino veneziano, anticipando le monete nazionali dei grandi Stati Europei.
Foto viaggio Sestri Ponente

Il nome Sestri deriva dalla volgarizzazione del latino sextum, nome di un piccolo villaggio sorto, probabilmente, nel II secolo d. C., dove era posta la VI pietra miliare sulla strada romana che partiva da Genova.
Non si hanno notizie sicure sulla popolazione di Sestri Ponente fino al XV secolo.
All’inizio del 1600, visto l’importanza che il piccolo centro aveva raggiunto, il Senato della Repubblica di Genova smembrava il Capitanato di Voltri e con un decreto legislativo dell’ 1 maggio 1609 costituiva il nuovo Capitanato di Sestri con giurisdizione anche su Pegli, Multedo e le loro ville.
Il primo Capitano del Popolo eletto a Sestri fu il patrizio Andrea Spinola.
Sin dal 1600, quindi, Sestri si mantenne in una posizione di massima indipendenza. Fu anche zona di aristocratica villeggiatura, come testimoniano le numerose ville che esistono ancora oggi. Tra queste le più importanti sono: Villa Spinola, Villa Rossi, Villa Negrone e Palazzo Fieschi.
Nell’anno 1865 il comune di Sestri Ponente acquistò dalla marchesa Marzia Fieschi Imperiale il suo palazzo di villeggiatura in Sestri pagandolo 125.000 lire e da quel momento, sino ad oggi, Palazzo Fieschi è la sede del Municipio.
La sua trasformazione da piccolo centro agricolo, marinaro e turistico a cittadina industriale coincide con lo sviluppo della cantieristica navale e delle attività siderurgiche tra la fine dell’ottocento e la prima guerra mondiale.
Nel 1926 il comune di Sestri Ponente fu soppresso con Regio Decreto e fatto confluire, insieme ad altri diciotto, nella Grande Genova.

Campoligure

Denominato originariamente "Campo" e successivamente "Campo Freddo" (dal tedesco Frei, cioè libero) verso la seconda metà del XVI secolo, ha assunto l'attuale denominazione il 1 maggio 1884.
Nel 1309 divenne Feudo Imperiale Austriaco sotto il governo della famiglia Spinola, dove rimase per oltre cinque secoli.
Non mancarono diversi contrasti con la vicina repubblica di Genova, tanto che agli inizi del 1600 i genovesi dopo lungo assedio incendiarono il paese.
Dall'incendio si salvò in particolare il Castello e parte della Chiesa Parrocchiale, che fu ricostruita nella seconda metà del 1700.
Importante centro commerciale, era famoso in particolare per la lavorazione del ferro per la costruzione di chiodi utilizzati dalle navi genovesi.
Dall'alto della collina il castello domina Campoligure, circondato da prati e abeti e coronato dalle montagne ricche di boschi di castagni. Vi si accede dal paese, centro importante per le industrie e commerci già dal medioevo. La fortificazione fu eretta a controllo di diverse vie che mettevano in comunicazione il Genovesato con il Monferrato.
La data di fondazione è incerta: alcuni studiosi la fanno risalire all'epoca romana, altri al IX secolo, ma in realtà il castello sembra una costruzione tardomedievale.
Agli inizi del Trecento la famiglia genovese degli Spinola ottenne il borgo in feudo, mentre i vicini centri di Rossiglione e Masone rimasero alla Repubblica di Genova. Il castello divenne il simbolo indiscusso della famiglia che temporaneamente vi abitava: La difesa e il controllo del paese, delle valli e delle vie di comunicazione era affidato a pochi soldati.
La fortezza subì diverse ristrutturazioni e ampliamenti, tra cui l'aggiunta di una cinta muraria pentagonale, probabilmente del Cinquecento. Diversi passaggi sotterranei e aerei collegavano il castello al borgo.
L'incendio del Seicento, che interesso tutto il borgo, risparmiò forse il castello, che venne, però, utilizzato più tardi dagli stessi Spinola come cava di materiali da costruzione per il nuovo palazzo marchionale. Le devastazioni subite ad opera dei soldati napoleonici all'inizio dell'Ottocento portarono all'abbandono del castello, che venne ancora utilizzato da soldati tedeschi dalla seconda guerra mondiale.
Divenuto proprietà comunale nel 1986, il castello è stato recentemente restaurato.
Di grande interesse architettonico, il castello costituisce un esempio unico nel suo genere in valle Stura. La torre, alta più di ventidue metri, è la parte più antica e presenta un diametro di quasi sei metri. La muratura è in ciottoli fluviali, pietre e mattoni disposti secondo una linea elicoidale.
Grossi conci squadrati e bugnati si ritrovano, invece, negli spigoli esterni della cinta muraria esagonale, che racchiude la torre. All'interno della cinta adibita ad abitazione è stato scoperto un forno da pane.
Il recinto esterno è a forma pentagonale con torri su tre vertici di sei metri di diametro, di cui una in stato di rovina e le altre rimaneggiate.
Il recente restauro, pur conservando gli antichi elementi, ha reso possibile l'utilizzazione della torre e del corpo esagonale.
Il Civico Museo Centro di Documentazione sulla Filigrana di quattro continenti occupa attualmente il primo piano dell'ex Palazzo della Giustizia di Campo Ligure.
La collezione, in gran parte dono del Comm Pietro Carlo Bosio a cui il Museo è intitolato, presenta oltre 200 rari pezzi di artigianato provenienti dai quattro continenti.
Foto viaggio
Tiglieto – Badia

L’antico nome di Tiglieto sembra essere, a giudizio di storici qualificati, Civitacula, ossia piccolo borgo o città cinta da mura e pare fosse già conosciuta in epoca romana tanto che, in seguito, i re Longobardi ne fecero il centro della Selva dell’Orba ove pare si recassero a caccia. Tuttavia la storia di Tiglieto può essere ricostruita con una certa fedeltà a partire dal 1120, anno di fondazione del complesso monumentale di Badia da parte di Pietro, abate del convento di La Ferté della diocesi di Chalon sur Saône. Questa fu la prima comunità cistercense al di fuori del territorio francese.
I segni di queste trasformazioni cistercensi sono evidenti: la piana, dominata al centro dall’Abbazia, era allora intensamente coltivata e le zone destinate al pascolo, che tendono ormai a confondersi col bosco circostante, fornivano il legno necessario alle attività agricole.
L’Abbazia, anche se rimasta integra nei suoi elementi essenziali (chiesa, convento, chiostro, refettorio, edifici agricoli), denota le profonde trasformazioni strutturali. Il complesso degli edifici subì, nei secoli una serie di vicissitudini legate alle vicende storiche. Nel 1589 è retta dal cardinale Filippo Spinola. Nel 1635 l’abbazia diventa parrocchia e data in commenda da Papa Innocenzo X al cardinale Lorenzo Raggi e più tardi passerà in enfiteusi perpetua al fratello Gio Batta Raggi.

Parco Nazionale del Beigua

Il parco è un’area verde di 18.000 ettari, situata a cavallo tra la provincia di Genova e Savona, ricca di cime tutte superiori ai mille metri, inoltre sono anche presenti boschi, praterie d’alta quota, rocce che raramente si trovano in superficie, corsi d’acqua limpidi e impetuosi, splendidi paesaggi e testimonianze storiche. Rientrano nel parco i comuni di Tiglieto, Rossiglione, Campoligure, Mele, Arenano, Cogoleto, Varazze, Stella, Sassello, Urbe.
Il versante costiero è estremamente ripido ed appare coperto dalla tipica macchia mediterranea. Le rocce presenti sono l’ambiente preferito dal Biancone, rapace diurno, per la nidificazione.
Il versante Padano, invece, presenta pendii dolci e ondulati ricoperti da boschi misti di castagno e di faggio. In questi boschi freschi e ricchi di acqua vivono diverse specie di animali come il cinghiale e il capriolo.
Numerose sono le testimonianze preistoriche della presenza dell’uomo; sono infatti molto diffuse le incisioni rupestri, ed è stata ritrovata una via megalitica lastricata che porta a un recinto di pietre verticali orientato verso il monte Greppino. All’interno del parco è inoltre possibile ammirare il ponte romano, restaurato otto anni fa. Il monumento si presenta interamente in pietra di serpentino, ed è caratterizzato da una struttura possente con cinque arcate di cui quella centrale più ampia
Attraversato il ponte si nota al suo fianco un’enorme quercia secolare, sulla quale la leggenda narra che un soldato di Napoleone abbia “piantato” un ferro di cavallo staccatosi da uno zoccolo. Gli anziani del luogo sono soliti ricordare che il ferro di cavallo fosse visibile ancora fino a pochi anni fa.
Foto viaggio Sapori, profumi, colori

La cucina ligure risente, come è ovvio che sia, della sua terra. È pertanto cucina sia di mare che di terra, secondo il naturale connubio delle due anime che contraddistinguono il territorio ligure: il mare e l'entroterra.
La cucina ligure varia però attraverso i secoli secondo il tipo di commensale cui si fa riferimento ed i luoghi in cui egli vive. Si passa così da piatti che sono di tradizione popolare, a piatti che sono elaborati sulle tavole dei potenti e dei ricchi. La cucina utilizza per lo più alimenti che il luogo offre. Vi sono piatti che hanno alla base cose povere, come le erbe o altro (per esempio le castagne). Diffuso è anche l'utilizzo delle erbe. Si tratta di piatti che appartengono per lo più dalla mensa del contadino ligure che, con la propria tenacia, ha domato l'asprezza dei luoghi per poterli coltivare; ma ancor maggiormente appartengono alla tavola degli abitanti delle zone più montane ed impervie. Ugualmente, la cucina ligure risente della contaminazione di altri luoghi ed popoli con i quali nell'arco dei secoli i liguri ed i genovesi sono entrati in contatto, soprattutto per commercio, conquiste. Ecco così che oltre che ad essere una cucina "localizzata", al suo interno troviamo contaminazioni preziose. In questo senso, la cucina ligure si arricchisce di esperienze diverse.
Basti poi pensare alle spezie (oltre ai tradizionali odori o sapori) che anche nei tempi antichi erano cosa di uso comune in Liguria ma in altre regioni di uso piuttosto raro. Particolare, poi, è l'impiego del sale, così prezioso per la conservazione dei cibi: senza sale non esisterebbe per esempio la focaccia, tipica di questi luoghi ed unica, anche se oggi imitata altrove. Altra anima della cucina è il mare: ci sono i piatti nati a bordo e quelli nelle case, nelle famiglie che restavano a casa o al ritorno dei congiunti.
Rispetto al discorso contaminazioni fra cucine regionali vicine ed il mare che bagna l'esteso arco ligure, si pensi all'enorme quantità di cibi, spezie e nuovi alimenti provenienti da altre città italiane o paesi e continenti (Americhe, Asia, Medioriente) si sia riversata in Italia ed in Europa attraverso Genova. Trovo luogo così anche il porto nella tradizione culinaria: c'entra il lavoro, si parte da quello contadino e montano, si passa attraverso il commercio o la conquista e si arriva al lavoro del porto ed a quello operaio delle grandi industrie, oggi ormai scomparse.
Infine c'è la cucina dei giorni di festa e poi quella del nostos (ritorno) dei naviganti a casa e quella delle ricchissime mense dei potenti: dei Dogi, dei futuri Papi, dei conquistatori dei mari.
Per storia e radici si può dire che la cucina ligure sia la vera cucina mediterranea. In apparenza povera, perché fatta di alimenti oggi semplici e comuni, la cucina ligure è tuttavia nella storia ricca e piena dei fasti antichi, ma anche appunto di quella semplicità che è propria delle genti delle campagne, dei monti e di mare.
La bandiera di questa cucina è senza dubbio il pesto. Il pesto è un tipico condimento originario della Liguria. Il suo ingrediente base è il basilico (Ocimum basilicum) (in dialetto genovese u' baxeicou), pianta originaria dell'Asia tropicale. La prima ricetta del pesto viene fatta risalire all'Ottocento. Secondo la tradizione, il pesto di migliore qualità viene confezionato usando foglioline di basilico genovese coltivate nel quartiere genovese di Pra', l'altezza della piantina non dovrebbe superare i 12-13 centimetri. La denominazione Pesto genovese è soggetta al disciplinare previsto dalla Denominazione di origine protetta. Tale denominazione non è quindi da confondere con etichette quali "pesto alla genovese" o simili che non necessariamente seguono la ricetta originale.
Spesso nei grandi punti di distribuzione (soprattutto fuori della Liguria) si trova del pesto il cui componente essenziale, l'olio d'oliva extra vergine, è sostituito con altri oli di semi (non sempre meglio specificati), e cui si aggiunge non di rado una certa quantità di zucchero, acido citrico, salsa di noci al posto degli originali pinoli oppure anacardi, che ne cambiano radicalmente il sapore. La farinata di ceci - piatto tipico di alcune zone del mediterraneo, specialmente della cucina ligure - ha radici assai antiche. Pare che ve ne fossero tracce anche tra gli alimenti consumati tra gli antichi greci, fra i Latini ed anche nel Medioevo.
Questo è dovuto alla sua caratteristica di cibo povero, usato come alternativa al pane, in grado di dare sostentamento. Usualmente vengono utilizzati per la preparazione un forno a legna e speciali padelle o teglie preferibilmente in rame nelle quali viene fritta ad elevata temperatura.
Si tratta di una torta salata molto bassa, ottenuta con farina di ceci, acqua, sale ed olio di oliva; essa assume con la cottura un vivace colore giallo.
Per quanto la sua origine sia quella di un piatto povero e popolare, oggi è apprezzata dai buongustai e dagli intenditori.
In Liguria, luoghi tipici di produzione - oltre a Genova - sono Chiavari, Santo Stefano d'Aveto, La Spezia e Savona. Nel quindicesimo secolo un decreto, emesso appunto a Genova, ne disciplinava la produzione, allora chiamata "scripilita". Caratteristici erano i locali in cui la si poteva acquistare o si poteva mangiarla con un bicchiere di buon vino. Oggi non ve ne sono quasi più. Erano le vecchie "Sciamadde" care a letterati ed artisti, come Fabrizio De André, che erano soliti frequentarle. Tradotto in italiano, il termine "Sciamadda" può significare negozio nel quale si vendono torte (salate) e, appunto, farinata. Luoghi tipici e caratteristici, caratterizzati dal grande forno a legna e anche da un odore tipico che sapeva e di fritto e di legna arsa.
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