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Un nuovo turismo scolastico
A CURA DI EZIO SINA
Le materie in cui si articola il curricolo scolastico possono costituire vere e proprie "gabbie disciplinari" in cui l'insegnamento è costretto a frantumare spesso i "saperi" e lo studente può perdersi in percorsi didattici disarticolati. La nuova scuola dell'autonomia deve essere capace di organizzare i processi educativi in contesti di apprendimento che favoriscano la costruzione di conoscenze e soprattutto di competenze che spesso maturano proprio fuori dai confini dell'aula. La didattica tende ormai a dare molto spazio alle analisi ed alle ricerche sul territorio, all'approccio diretto con il mondo del lavoro, a recuperare e diffondere radici e valori di una società sempre più complessa, ad aprirsi ad esperienze comuni. In questo costante rapporto con l'ambiente e con il territorio spesso alunni e professori si vedono costretti ad uscire fuori dalle mura scolastiche per affrontare nuove esperienze culturali e didattiche. Ai fini dell'esito educativo è comunque essenziale che ogni iniziativa faccia parte integrante e significativa della metodologia didattica adottata in sede di programmazione specifica e di istituto.
Organizzare viaggi di istruzione di "Integrazione culturale", così come previsto dalla C.M. 263 del 02/10/96, significa arricchire l'offerta formativa attraverso particolari aspetti "culturali, monumentali, paesaggistici, folcloristici e professionali". Visitare un territorio, conoscerne il contesto ambientale, apprezzare le sue espressioni artistiche e culturali, gustarne i profumi e sapori, individuare i prodotti tipici e artigianali, può infatti rappresentare un particolare spunto accessorio per la didattica proposta in classe. Al di là dei risultati raggiunti nell'apprendimento dei contenuti didattici è bene ricordare che questo genere di iniziative consente di entrare in contatto in modo diretto e non superficiale con i luoghi e con le persone che rappresentano il tessuto sociale e culturale di un territorio.
Il viaggio di istruzione può garantire un momento di didattica integrata in un sistema che coinvolge diverse realtà territoriali e che richiede che la progettazione didattica sia in continua evoluzione. Visitare una città d'arte, soggiornare in un parco naturale, ampliare la conoscenza del territorio rappresentano un ottimo corollario ai nuovi itinerari formativi didattici incentrati sul rapporto scuola-società.
Sensibilizzare lo studente alla considerazione della natura non solo come elemento da sfruttare, ma come "risorsa di vita" rappresenta un importantissimo momento di sviluppo delle conoscenze e delle stesse abilità di inerenti al rapporto con l'ambiente. La maturazione dell'individuo passa anche attraverso la formazione di quel senso di responsabilità connesso alla consapevolezza del proprio ruolo nei momenti più importanti di un progetto politico che si esplica su di un territorio e su quanto da esso ne può conseguire. L'ambiente di apprendimento in cui si muove il progetto "Sulle orme di…" è proprio il territorio, con i suoi percorsi naturalistici, i musei, le piazze, le chiese e altro, in luoghi che rappresentano la Storia e la Cultura più in generale.
Quale migliore strategia comunicativa se non quella di far assurgere al ruolo di attori gli stessi studenti presenti sul territorio oggetto dell'iniziativa che, per età e percorsi formativi similari a quelli dei "turisti", hanno una esatta percezione dei bisogni e delle aspettative degli stessi? Lo stesso ambito territoriale in cui opera una scuola non può più essere soltanto individuato in base a particolari confini amministrativi: esso rappresenta ormai una realtà di sviluppo di relazioni e di attori chiamati a governare la società insieme, in vista di obiettivi specifici, nello scenario della progettazione partecipata (ambiente, cultura, solidarietà, radici ed identità, informazione, comunicazione, sviluppo). Le scuole e tutte le altre agenzie formative sono chiamate a diventare veri e propri attori sociali: la loro presenza sul territorio acquista una nuova valenza istituzionale ed occorre una particolare capacità di interloquire con i diversi soggetti facenti parte della comunità. Si tratta di attivare un rapporto di tipo evolutivo, di far assumere alla scuola un ruolo nuovo, sia sotto il profilo culturale che formativo. Ogni istituzione scolastica è in grado di offrire spazi, luoghi di incontro e di aggregazione per agenzie educative, formative e culturali, ma può anche raccogliere e mettere a disposizione materiali di documentazione e di informazione e partecipare direttamente ai momenti più significativi dello sviluppo economico e sociale. Ogni attività di programmazione scolastica, oltre che volano di innovazione all'interno della scuola, diventa così un interfaccia con il territorio e la comunità locale. Un cambiamento di rotta che si può ottenere anche con esperienze concrete, organizzate in tutta una serie di iniziative cui sono chiamati alunni ed operatori del mondo della scuola.
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